5 ottimi motivi per non mancare a Back to the Wine #aplacetobe

Curiosi #winelovers non dite che non mi sono presa cura di non avvisarvi in merito ad una delle più interessanti manifestazioni del wine&food nel territorio nazionale.

Prendete penna e agenda sfogliatela fino ad arrivare a novembre e nei giorni 18 e 19 scriveteci un bel #BttW. Già, perché i motori di Back to the Wine sono già accesi e Faenza è prontissima ad ospitare una delle fiere più affascinanti del mondo enoico e gastronomico.

Della mia scorsa esperienza ne scrissi qui, mentre qui trovate scatti e i nomi dei protagonisti delle precedenti edizioni.

Senza dilungarmi in una logorante introduzione, arrivo immediatamente a nocciolo della questione, ovvero perché andare a Back to the Wine?

Ecco a voi 5 validissime ragioni!

1. Conoscere il territorio

Molti vignaioli hanno provenienza emiliana e romagnola quindi si ha la possibilità di approfondire vitigni autoctoni come ad esempio l’Albana, il Lambrusco, il Pignoletto, l’Ortrugo. Sentire le declinazioni che il Sangiovese acquisisce in questi suoli e la Malvasia di Candia che assume toni briosi e alquanto colorati quando viene proposta rifermentata.

Ma #BttW attacca un grandangolo anche alle altre regioni italiane e d’oltreconfine e cosa volere di più?

Si può sempre puntare in alto e quindi #BttW offre ancora di più eccome! Un’area food d’eccellenza con prodotti gastronomici artigianali, le chicche che ovunque fanno sempre la differenza!

2. Incontrare l’artigianato

Ogni postazione è presenziata da un vignaiolo o da un artigiano del food. Non sottovalutate questo particolare! Se vi perdete, se non sapete da chi andare, avete smarrito la vostra lista dei pit-stops… non temete! In qualsiasi punto del padiglione voi vi troverete, incontrerete un artigiano che vi attenderà e che sarà lieto di servirvi il suo vino mentre vi prenderà per mano e vi porterà nella sua realtà.

3. Business

#BttW è un’importante opportunità dedicata non solo agli eno-appassionati, ma anche gli operatori di settore (import/export, Horeca, proprietari di ristoranti, winebar, enoteche…) per ampliare la propria proposta vini, per inserire sugli scaffali articoli unici nel loro genere, prodotti ambiti che il consumatore sta ricercando con sempre più insistenza. E se non bastasse…

… Vi è piaciuto qualche vino in particolare? Avete assaggiato un formaggio che vi ha fatto impazzire? Beh! Vi informo che potete acquistare e portarvi a casa i vostri cadeaux da Faenza!

4. Cultura

Se ne scrive tanto, se ne parla anche a sproposito. Il tema “vino naturale” ormai ha preso una piega che a mio avviso sta diventando prolissa che non sta facendo del bene al mondo del vino in generale. Per cui dobbiamo approfittare di queste manifestazioni per interagire con chi l’uva la segue, la gestisce, la lavora, la coccola, con chi con gli acini ci parla! Sono questi i momenti giusti per acculturarsi chiedendo ai vignaioli stessi in merito a biodinamica, lieviti, filtrazioni e tutto ciò che vi desta curiosità.

5. Amicizia e condivisione

Da #BttW tornerete sicuramente con tante bottiglie, food di eccellenza e ricordi ma… garantisco che avrete acquisito un amico in più. Perché #BttW è un movimento crescente di passione, cultura e gioia di vivere. Io ho intrapreso delle bellissime amicizie con produttori e con gli organizzatori dell’evento stesso e chiedete a loro se non è vero. Vi stilo nomi e cognomi: Andrea Marchetti, Nunzio Puglisi e la figlia Désirée (Eno-trio), Alberto Rigon (MaterVi), Andrea Cervini (Il Poggio), Filippo Manetti (Vigne di San Lorenzo), Claudio Ancarani (Ancarani)… E sarà un immenso piacere se volete condividere un calice insieme a me, mi troverete in giro sia domenica 18 che lunedì 19 novembre, non esitate a scrivermi nei miei canali social personali o dell’evento 😉

Che volete che vi dica…?? Io ho già sete e fame!!

Nell’attesa di incontrarci di persona a Faenza, potete seguire l’evento sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e sul sito ufficiale!

Vi aspetto numerosi amici #winelovers

Laura Vianello

LaJolieSommelier