Aspettando FIVI 2017

 

Ormai manca davvero poco al 25-26/11/2017 ed io sono già pronta, nonché emozionata, a rivivere una delle fiere più belle dedicate al mondo del vino.

L’anno scorso, quando rientrai da Piacenza, scrissi una mini-relazione per poter rievocare quella giornata ogni qualvolta lo desiderassi, per non dimenticare l’impatto Laura/FIVI e FIVI/Laura.

Questa mattina pensavo di condividerla con voi. Trattasi di una lettura easy e soft!

 

La mia prima FIVI

Domenica 27/11/2016 sono riuscita a raggiungere Piacenza, finalmente ho esaudito il mio desiderio che da anni inseguo ovvero quello di poter partecipare alla FIVI, la fiera degli incontri e degli assaggi liberi. Qui, se il vino ti piace e magari lo vuoi poter riassaggiare a casa piuttosto che regalare, le bottiglie le puoi acquistare ad un prezzo vantaggioso.

Arrivo alle ore 10:30 all’ingresso del Piacenza Expo devo attendere ancora una mezzora: la Fiera inizia alle ore 11:00.

Finalmente le porte d‘ingresso si aprono.

Step 1: mi fiondo alle casse in quanto il biglietto ridotto non era ahimè acquistabile on line, presento la mia tessera socio e in meno di un minuto ho il mio biglietto. Dietro a me una coda infinita di enofili in attesa.

Step 2: vado ad appropriarmi del mio calice che viene fornito senza la sacca porta bicchiere, ma reduce dell’esperienza del Merano Wine Festival, ho provveduto a riporne una in borsa prima di mettermi alla guida 🙂

Step 3: fornitura del carrello della spesa (sì quello della Coop!) con una caparra di €20,00.

Ci sono, ho tutti i mezzi per trasformarmi in cane da tartufo. Anzi no… Mi rendo conto che senza una planimetria del padiglione non riesco a procedere. Prendo informazioni e da quanto ne capisco i libricini-guida dove trovo scritto tutto ciò che mi serve (azienda, vini in degustazione e stand) sono praticamente esauriti. Panico, sgomento. Effettuo un giro completo su me stessa, aguzzo gli occhi e vedo al tavolo della Tenuta Valgiano un oggetto piccolo quadrato di colore lilla: è lui, il libricino. Grazie ancora di cuore Lisandro per la tua gentilezza, ci vediamo dopo che sono appena arrivata ed ho un po’ di bianchi che voglio provare, ma anche tu sei nella mia lista dei desideri, #sappilo.

Di assaggi ne ho fatti veramente molti e alcuni davvero strepitosi. Ma in questo articolo vorrei bypassare questa parte in quanto credo che, in queste manifestazioni il Vino diventi personale, credo sia una forma di comunicazione individuale tra palato, mente e anima, penso sia un percorso singolare. Ognuno di noi decide cosa approfondire, cosa provare, cosa riassaggiare, ognuno di noi ha necessità diverse. A volte cerchiamo delle conferme, altre delle scoperte e in altre ancora spensieratezza.

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Grazie all’aiuto di un fedele serial drinker, nei giorni antecedenti, ho redatto una lista di produttori che volevo conoscere. Ho dedicato una pagina bianca ad ogni vignaiolo, perché anche qui, grazie all’esperienza di agende piene di frecce, scritte oblique, parole che formavano una specie di catena caucasica, ho imparato che ci sono vini che hanno bisogno di spazio e ordine ad altri invece una riga è più che sufficiente. Questo non dipende dal punteggio, dalla piacevolezza, dal tannino più o meno nobile… mi rendo conto che per alcuni vini ho bisogno di tempo e spazio, come mi è successo con il Core di Montevetrano, avere la pagina bianca mi dà tranquillità, non mi impone limiti e restrizioni. Quando i vini mi arrivano diretti mi diverto a riempire la pagina con 5 stelle grandi, a volte sono cuori, e scrivo in carattere maiuscolo gli aggettivi che me lo fanno ricordare, con il Barbacarlo 2015 mi percosse la vena artistica (hahaha) e con il Vigne del Peste di Terre di Pietra mi sono divertita e riprodurre l’etichetta.

Collage VT

Nel mio taccuino seguo l’ordine con il quale vorrei riuscire a degustarli. Se vi dico quello che scelsi per il Merano Wine Festival mi prendereste per pazza! A Merano optai di degustare tutti i Vini che volevo “capire” senza avere alterazioni alcune al palato. Iniziai dai Baroli e procedetti con Bolgheri e Brunelli per finire con assaggi di Champagne.

Questo per dire che nessuno vi può additare e criticare se iniziate dall’Albana macerata di San Biagio Vecchio o dall’Aglianico del Vulture di Musto Carmelitano.

Ripeto: il Vino è un percorso personale.

Mi sono concentrata e a spanne anche lasciata andare, il Vino per me è studio ma anche “liberazione”, sono i miei momenti di spensieratezza dove apprendo anche con le emozioni che mi attraversano il cuore.

La FIVI ha qualcosa di magico… Ogni eno-appassionato dovrebbe conoscerla.

La mia certezza è che il prossimo anno non mancherò a costo di chiedere ferie tre mesi prima.

 

L.V.

LaJolieSommelier

 

FIVI 2017

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