Vini Belluzzo: la concentrazione dell’eleganza

Spesso accade che, come un cane da tartufo, vada alla ricerca di piccole aziende vitivinicole per poi dirigermi a visitare e conoscere chi e cosa sta alla regia di un vino che mi ha colpita o di un nome citato da colleghi wine blogger e wine influencer…
Beh! Questa volta è andata diversamente… E’ stato Luca a cercare me!
E’ sempre bello sentirsi invitati a casa, sentirsi ricercati in quanto qualcuno ha notato qualcosa in te tanto da volerti presentare il suo lavoro, i suoi sacrifici e la sua scommessa.
Non appena ne ho avuto l’occasione sono salita a bordo della mia Smart bianca ed ho puntato Waze in direzione Tarcento, un comune pedemontano di diecimila anime nella provincia di Udine.

Arrivata a destinazione Luca mi stava attendendo nel patio della nuova cantina (non ancora terminata), mentre il padre e lo zio stavano aggiustando degli attrezzi agricoli. Ho avvertito emozione e trepidazione nonostante Luca sia benché abituato a ricevere visite in cantina visto e considerato che dal 2011 lavora come cantiniere presso la Cantina Produttori di Cormòns diventandone poi nel 2014 l’enologo.
Ma Vini Belluzzo rappresenta il suo sogno, la sua passione, la sua vita, un nido. Ricordo ancora quando mi disse: “Se tu vivi senza lasciare niente agli altri, non vivi veramente”.
Luca Belluzzo il prossimo quindici luglio ne compie trentuno e scegliendo i famosi tre aggettivi per descriverlo prediligo sensibile, determinato, protettivo: con umile determinazione protegge vigne, tradizione, territorio e famiglia con profonda sensibilità.
Le sue esperienze in campo enologico sono degne di nota sia per la sua competenza che filosofia di produzione. La sua formazione è passata attraverso sua regione natia lavorando per ‘Le Vigne di Zamò’ e ‘Lis Fadis’, proseguendo poi da ‘Barberani’ a Orvieto terminando a Saint-Emillon presso ‘Château Fleur Cardinale’.

VB Luca

Giornata non proprio idilliaca per visitare le vigne in quanto pioggia e grandine hanno accompagnato il nostro pomeriggio ma Luca non si è tirato indietro nel portarmi comunque sia tra i filari. Non importa se le scarpe si sporcano e se i vestiti si bagnano, è essenziale visitare i vigneti: sono quelli che ti danno il benvenuto, che ti aprono la porta di casa, per i cinefili è come fosse il trailer della prossima uscita cinematografica.

Siamo tra i 260 e i 280 metri sul livello del mare, il panorama è sbalorditivo, quello tipico dei Colli Orientali del Friuli ovvero spazi ampi verdi protetti dall’imponenza delle Alpi Giulie.
I vigneti di Luca sono dislocati in più appezzamenti, nello specifico due ettari in gestione ubicati tra il suggestivo borgo medioevale del 1400 di Villafredda di Tarcento, Loneriacco di Tarcento (qui mezzo ettaro è di proprietà) e Riviera di Coja di Tarcento, un ettaro completamente lavorato a mano.
Le varietà coltivate sono Merlot, Cabernet Franc e Sauvignon, Carmenere, Refosco di Faedis, Refosco dal Peduncolo Rosso, Friulano, Sauvignon e Verduzzo Friulano, le quali affondano le radici su suoli ghiaiosi, limosi e sabbiosi con presenza di ponca.

Una conduzione completamente famigliare ove il padre Graziano (pazzesca la sua somiglianza con Giuseppe Verdi ve lo giuro!) e la madre Bruna sono in prima linea accanto a Luca. Bruna si occupa di amministrazione, mentre Graziano svolge il novanta percento del lavoro in vigna in quanto Luca, lavorando appunto a Cormòns, non riesce ad essere presente con costanza, ma non appena il lavoro lo libera si dedica corpo e anima a ciò che è il suo sogno e non solo suo…

E qui arriva Eva, l’adorata sorella maggiore, quella che ha sempre incoraggiato Luca in questa avventura, colei che appoggiava e contrastava al tempo stesso il fratello, una consigliera d’eccezione, un’amica nonché una persona speciale, ma il destino ha voluto che Luca dovesse continuare il suo progetto per lei, con un aiuto non più concreto e tangibile ma spirituale e forse più presente di quanto non lo si possa immaginare. Il fato, incalzato da una dannata malattia, ha voluto dividere Luca ed Eva troppo presto.
Ritorneremo ad Eva quando entreremo in cantina…

In vigna gli interventi sono ridotti al minimo necessario, ricordiamoci che siamo in una zona dove il problema agronomico è molto elevato: la vicinanza delle montagne causa dei cambiamenti metereologici improvvisi con piovaschi e violenti nubifragi (al mio arrivo 12/05/2018 grandinava!)… ma che escursione termica ragazzi e credetemi che nel vino la si sente tutta!
Biologico non certificato, come ormai si sente nella maggioranza dei casi delle piccole realtà (mon Dieu la bureaucratie!), si seguono le fasi lunari per imbottigliamenti e travasi e tutto è seguito in maniera maniacale da Luca e Graziano. Per quanto riguarda il capitolo potatura Luca si affida alla tecnica Simonit&Sirch: su cordone speronato esegue questa metodica che ha come scopo quello della longevità della vite contro il deperimento dei vigneti. Per approfondimenti in materia vi rimando qui a questo link.

E dopo la mia soddisfazione nel vedere le vigne Belluzzo sane, curate in un ecosistema totalmente rispettato mi avvio alla successiva tappa arrivando in cantina.
Intima, silenziosa, ordinata, ho la sensazione di sentirmi a casa e non un pesce fuor d’acqua. Luca è così accogliente e premuroso che mi sembra di essere un’amica di vecchia data che va a trovare un amico che ha deciso di voler cambiare la sua vita.
La cantina è il risultato della ristrutturazione della stalla del casale dei nonni appartenente al XIX secolo e la cosa che mi ha particolarmente colpita è stata la fermezza con la quale il giovane enologo ha voluto mantenere intatti alcuni dettagli appartenenti al vecchio ambiente rurale, ad esempio le grandi porte in castagno, piccoli mosaici, così come alcune pareti dei muri con sassi del 1870. Tutto non è lasciato al caso e non vedo l’ora di ricevere la telefonata di Luca quando mi dirà che il suo progetto cantina è terminato.
Ci sono tre stanze, non troppo grandi, l’ingresso, la stanza di vinificazione e la bottaia donde ci soffermeremo per la degustazione.

cantina collage

Si procede con micro vinificazioni e in ogni annata Luca sceglie il destino dei mosti. Per l’affinamento delle riserve, vinificate esclusivamente in rosso, si utilizzano solo barrique nuove e in ogni tino riposano le differenti tipologie di uva. Conseguentemente Luca sceglierà quale sarà l’assemblaggio e si procede poi all’imbottigliamento. Se l’annata non gli permette la mise en boutteille destina il vino a sfuso.
Le riserve escono quindi solo nei migliori millesimi al fine di elevare il concetto di eccellenza ed avere come prodotto finale un grande vino, di quelli che si ricordano a lungo e dei quali ne vorresti sempre una bottiglia pronta ad essere stappata.
La scelta del legno nuovo è dovuta dalla sua esperienza a Bordeaux, Luca predilige lo stile della regione degli Château e le parole d’ordine in casa Belluzzo sono concentrazione ed eleganza.
Per quanto concerne i vini bianchi per ora l’unica produzione è Perla Bianca ovvero un uvaggio di Friulano e Sauvignon così come impone la tradizione. Un tempo dinnanzi al ‘fame un tai bianco’ l’oste serviva quello che era un calice di vino bianco con lo stesso assemblaggio.
Ma Luca ha in serbo una bella sorpresa alla quale sta già lavorando ossia un vino bianco ottenuto da uvaggio, in ricordo dell’amata sorella Eva, (qualche dettaglio me l’ha svelato io vi posso anticipare il termine macerazione che a me piace tanto 🙂 ) anche se si definisce un rossista refoschista.
La produzione totale non supera le tremila bottiglie e il suo mercato è principalmente italiano anche se i suoi vini sono stati goduti in Francia e Corea.

Luca mi fa accomodare sul di una piccola panca di legno, prepara i calici e iniziamo insieme il percorso sensoriale attraverso tutte le sue creazioni che nel retro etichetta riportano:

“Non vogliamo essere ricordati come produttori di vino, ma come produttori di vino buono.”

Perla Bianca 2016
(Tocai, Sauvignon)
Perfettamente nitido e luminoso (dovuto alla filtrazione), non è pretenzioso e si lascia accarezzare tra delle note di tartufo nero, fughi crudi con scie di mentuccia. Il palato, non ancora perfettamente integrato (questione di mesi), si sviluppa con un’apertura alcolica che viene accolta dalla freschezza con un rimando alle note mentolate. Un vino che accoglie l’amico mentre il pranzo sta per essere servito.

Perla Nera 2016
(Refosco di Faedis, Merlot)
Bevante dal colore rosso/violaceo con una carica antocianica di tutto rilievo, le lacrime scendono purpuree e le sensazioni olfattive rimandano al topping all’amarena sul gelato allo yogurt, succo di mirtillo che lascia spazio, in seconda battuta, ad una ventata mediterranea di olive taggiasche e basilico. Lo definisco assolutamente estivo così come lo è il palato: snello, leggiadro e astuto, sì astuto perché il suo finale di succo ai frutti rossi rende la beva Fast&Furious.

VB bottiglie OK

E’ giunto il momento delle riserve, qui Luca dà dimostrazione della sua bravura e di quanto Bordeaux gli sia rimasta nel cuore.

Origine 2013
(Merlot)
La trama nobile viene già designata dal suo colore rosso amaranto e nel suo mondo aromatico di confettura di piccoli frutti rossi fatta in casa avvolta da un’aurea di affumicatura e cenere, fa presagire ad un vino di impegnativa struttura. E qui arriva la magia… nonostante al naso sia potente, il palato è nudo senza eccessi di alcuna sensazione, fresco e appagante con un tannino levigato e perfettamente integrato.

Graziano 2011
(Refosco dal Peduncolo Rosso, Refosco di Faedis)
“Dedicato a chi ha reso possibile la creazione di VB. La forza e lo spessore umano di un Grande Uomo rappresentate questo Vino”. Protettivo, muscoloso e sicuro, così scrissi nel mio taccuino.

Orgoglio 2011
(Refosco dal Peduncolo Rosso)
Piccante, balsamico, spezia scura una tazza di the Matcha. Ribes, more si concedono in tutta lo loro maturità. La sua freschezza impatta frontalmente sui tannini setosi formando un connubio di equilibrio e piacevolezza. Uno dei palati più appaganti mai sentiti in vita mia!

Aurum 2015
(Verduzzo Friulano)
Appassimento naturale su graticci, acini attaccati da muffa nobile, 196 g/l di zucchero residuo, 12vol. di alcol è uno dei vini più concentrati d’Italia e Luca sostiene: “è il vino più buono che produciamo”. E qui Luca mi confessa la sua debolezza per il Tokaj ungherese e qui l’essenza si fa sentire!
Sul lato inferiore destro dell’etichetta vedo una fascia diagonale, è dorata, PER EVA.  ‘Portiamo avanti il nostro sogno ben consci del fatto che sei sempre a fianco a noi… In ogni istante della nostra vita’.

Voglio chiudere con un aneddoto del quale Luca ne va fiero e orgoglioso ovvero quando Enzo Pontoni (Miani), uno dei più grandi produttori italiani e non solo, dopo aver visitato la realtà Belluzzo e averne assaggiato i vini ha commentato: “Questo è il Refosco che sto cercando di fare da anni”.

Il mio più spassionato consiglio è quello di portare qualche riserva di Luca in una di quelle degustazioni alla cieca ove il tema è “I grandi vini rossi del panorama mondiale” e non pecco di presunzione, mi sono sempre fidata delle mie papille gustative.

Un piccolo vignaiolo con una grande determinazione ed energia che sta rendendo grande un territorio ed una regione, ne sentiremo parlare… Avanti così Luca io non ti perdo di vista!

 

Vini Belluzzo

Via Tricesimo, 4

33017 Tarcento

luca_belluzzo@libero.it

 

Laura Vianello
LaJolieSommelier