Vinitaly 2018: I NUOVI MOSTRI

Duecentonovantacinque commenti a fronte di una semplice frase postata su  uno sfondo color vinaccia contornato da allegri fiorellini rosa. E così, a sua insaputa, l’autore del post, Daniele Galler amministratore del gruppo Facebook “Sommelier: appunti di degustazione” mi ha spinta a scrivere questo pezzo.

Ve la riporto tale quale:

“Le frasi più strane sentite al Vinitaly…”

Il popolo social si è scatenato innescando in me assoluta curiosità lasciandomi in uno stato di assoluto sbigottimento.

Per fortuna (mi vien da scrivere) non ho incrementato la lista in quanto, durante i giorni di fiera, mi trovavo a letto con una febbre da cavallo e quindi ho cercato di vivere questo Vinitaly 2018 in maniera virtuale attraverso i social e gli scatti che gli amici mi inviavano, ma l’occhio mi è caduto anche in questo post.

Ho pensato di stilare una classifica non secondo il “mio gusto” ma seguendo le “reazioni” (pollicione blu, cuoricino, faccina triste, quella che se la ride, che piange, quella stupita, piuttosto che arrabbiata) che i commenti scatenavano nei lettori.

A voi le TOP TEN con un piccolo titolo da me creato 🙂

10. Il feticista

Stava assaggiando un bianco mentre il produttore diceva: “questo fa solo acciaio”, l’assaggiatore risponde “si sente è come dire… molto ferroso e minerale, buon sapore di sandalo e profumo di piedi puliti”.

10. Il turista per sempre (a pari merito con il feticista)

“Vorrei assaggiare i vostri vini… faccio parte di una gita etilica”.

9. Il total White

“Il blanc de blanc è il nome dell’uva con cui si fa il vino…”

8. L’innovatore

Nel padiglione Lazio “Ma che buono questo spumante! Ma come mai non è dolce come tutti gli altri? E’ fatto col Metodo Prosecco?”.

8. Il deciso (a pari “reazione” con l’innovatore)

“A me il Franciacorta non piace! Bevo solo Ca’ del Bosco”.

7. Il diffidente

“Fameo beo carico”. Dal dialetto veneto “fammelo bello pieno”.

6. Il conservatore

“Buono questo spumante! Quanti mesi sta sui solfiti?”

5. L’indeciso

“Che bolle avete?”

4. L’insaziabile

Uno che dopo avere assaggiato un Barolo mi dice: “cavolo averlo visto prima avrei assaggiato anche l’Albeisa (letto sul collo della bottiglia) ma penso che dopo il Barolo non sia il caso”.

Sul podio…

3. Il veggente

Alza il calice verso la luce e commenta: “che bei tannini”.

2. Mr. Scarabeo

Presso lo stand di Daniele Galler: “Ah! Ma io vi conosco. Ho bevuto spesso il vino della cantina KELLEREI”.

1. The king

“Quanti mesi resta sui solfiti nobili?”.

Roberto Benigni e Massimo Troisi affermerebbero: “Non ci resta che piangere”.

Anneghiamo insieme in questa valle di lacrime sperando di potere riemergere con nuova consapevolezza. Non tutti siamo produttori, enologi, sommelier, giornalisti eno-gatronomici e di gaffe ne abbiamo fatte tutti. Chi più chi meno. Però se non siamo sicuri, chiediamo oppure “googliamo” piuttosto che voler dimostrare di sapere e finire tra i commenti ironici e tra i ricordi più drammatici dei vostri ascoltatori.

Sottolineo che il vino è una cosa seria. Aspettare anni, magari quattro o cinque, che il vino affini sui suoi lieviti per poi sentirsi dire che sono solfiti nobili… Abbiate pazienza ma non prendetevela a male se ricevete una risposta infelice.

Se davvero amate il mondo del vino, se siete dei commerciali, dei venditori, dei comunicatori, dei bevitori… chiunque voi siate insomma: fatelo nel modo giusto! Studiate, iscrivetevi a qualche corso di avvicinamento al vino, leggete ma sempre con una parola d’ordine: UMILTA’.

Il vino è alimento e frutto della terra e in quanto tale va rispettato.

#winelovers #winedrikers #winequellochevolete: facciamolo responsabilmente.

Laura Vianello

LaJolieSommelier